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Cena speciale grazie al comfort food


Nei giorni scorsi mi è capitato di dover preparare un menù ed allestire una cena speciale

Speciale perchè i clienti cercavano la loro comfort zone allietata dal comfort food. 

Non ho trovato nella richiesta particolari difficoltà, se non fosse che io,quei clienti proprio non li conoscevo. Così decisi d'incontrarli a tavolino, per studiarli, ascoltarli, comprendendo il motivo per il quale cercavano disperatamente un appuntamento con "la food emotion".

Comfort food è il cibo che coccola l'anima, quindi perchè scomodarsi per farmi  questa richiesta, quando questo cibo quasi sicuramente  poteva esser preparato senza grosse complicanze a casa loro? Esperienza insegna che il comfort food sia una pizza, l'hamburger succoso dell'infanzia, l'insalata che da conforto e la tazza di latte presa prima di andare a letto o le tagliatelle di nonna Pina, ricetta insuperabile della nonna, a cui nessun cuoco è mai stato in grado di avvicinarsi. Almeno così si dice.  

Incontrai  il cliente, una giovane donna di circa trent'anni. Iniziò a parlare, raccontandomi una serata di una decina di anni fa, in uno chalet. 

Narrò la calda atmosfera del camino acceso, del paesaggio che vedeva dalle piccole finestre, del soffice plaid di lana a quadrotti rossi buttato su una panchetta di legno scuro. 

Diede mille particolari sul vino che aveva bevuto, di come il cameriere avesse stappato la bottiglia, del modo discreto con cui aveva seguito la cena, dei tappi di sughero annusati e lasciati sul tavolo. 

C'erano dei panetti che accompagnavano l'aperitivo, il cui vino era stato servito dentro una speciale glaçette. I tovaglioli rossi avevano l'iniziale ricamata. 

La giovane mi fornì una breve lista di apetizer. E poi chiese di avere la bagna cauda, un tradizionale piatto piemontese, adatto per i climi freddi accompagnato da un Barolo Langhe di una specifica annata.   

Il dessert era una crema di zabaione con torcetti al burro. 

La semplicità di questo menù, per il quale non è stato necessario mobilitare brigate di cucina, diventava però complesso nelle sue aspettative, nell' attenzione  della cliente al risultato, al replicare quell'investimento emotivo del passato da gustare, annusare, ricordare e condividere. 

Perchè il cibo da semplice alimento da consumarsi, sarebbe stato il conforto, da condividere con amici.

Ma non era tutto: la cliente, nel richiedere un viaggo nella "food emotion", s'aspettava da noi, anche un' emozione nuova da poter conservare insieme al resto. Per questo eravamo stati chiamati.

La serata fu un successo, grazie anche alla comparsa della neve, che non ero riuscita a contattare, ma che, a sorpresa, cadeva copiosa. Quella sera portai un vino da meditazione in abbinamento alla crema dessert. Quell' Albana Passito Riserva, sa parlare da solo e riesce a far dialogare anche i muti.  

E poi, raccontai, al piccolo gruppetto unito intorno al tavolo, ciò che voleva sentire: magia.     

                                                                                                                                                                                    Wilma Zanelli

 

Cena speciale grazie al comfort food wilma Zanelli

 



Comfort zone e comfort food
Comfort food e zona comfort

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