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Come latte andato a male


"Sì, avrei voluto fosse veramente qualcosa di speciale. Credo fosse nato sotto quest'egida. Qualcosa fuori dalle righe, dagli schemi, dalla normalità, per nulla intaccato da cose materiali, gesti quotidiani, una specie di lunga vacanza. 

Invece, poi... Caglio come latte andato a male, o aceto in un vino mal conservato. Sì, avrei voluto avere il tempo anche di decidere quando andarmene, sparendo improvvisamente, senza lasciar traccia, lasciandoti dentro la voglia di cercarmi, lo struggimento di ritrovarmi.  L'interrogativo. 

Invece... io caglio come il latte andato a male. E tu aceto. Perchè?"  

Nicolas riflettè. Non era la prima volta che Bimba parlava del tempo, di certe scadenze, di limiti, decorsi. 

"Oggi non ti amo più". Esitò un istante, graffiando le parole che gli sfuggivano dalle labrra. "Perchè non lo capisci? Anche se restassi qui un'altra mezza giornata le cose non cambierebbero. Perchè non lo accetti?". 

Un uomo seduto su una panchina di fronte, si mise a ridere. A fianco un altro s'era appisolato, con la bocca aperta e l'espressione beota. Tutt'intorno era veramente un gran sconquasso. Per la verità anche dentro. 

Nicolas intanto s'era alzato, aggredito anch'egli dalla solitudine e dalla confusione ed era scappato via.  

                                                                                                               Capitolo 17° :Luna di miele. Ultima magia d'estate -

                                                                                                                 "UOmini al setaccio" scritto da Wilma Zanelli

 



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