Qui Rebrov ha voluto celebrare il soldato‑angelo. Infatti le ali non sono decorative: trasformano il combattente in una figura sacrale, un protettore.
È un modo per dire che chi difende il Paese non è solo un militare, ma qualcuno che porta sulle spalle un ruolo quasi spirituale. La frase a sinistra, tradotta in italiano, significa: anche gli angeli fumano.